Fact Checking: La costruzione del muro fra gli Stati Uniti e il Messico da parte del Presidente Trump. Novità o semplice implementazione delle misure di sicurezza già esistenti?

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Notizia di ieri il Presidente Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi sulla sicurezza nazionale che hanno a che fare con la costruzione del muro lungo il confine sud.

Da quando l’allora semplice candidato alla casa bianca Donald Trump lo ha detto in un discorso ufficiale non si è fatto che parlare di quanto fosse razzista e profondamente antistorica la costruzione di un muro al confine con il Messico per fermare l’immigrazione illegale verso il suolo americano. Sono state mosse critiche solo per il fatto che avesse solo pensato di costruire un muro, come se fosse una cosa fino a quel momento inesistente e soprattutto come se fosse una idea tutta sua, mai condivisa prima di allora da nessun altro. Cerchiamo quindi di ricostruire il passato recente della frontiera americana lungo lo Stato centroamericano.

 

Prima di tutto dobbiamo dire che no, non è una idea solo di Trump quella di costruire un muro al confine col Messico. Per leggere la storia completa della fortificazione con succulenta aggiunta di costi e tanti altri dati tecnici cliccare QUI. Io cercherò soltanto di fare il narratore.

Nel 1994, sotto la presidenza Clinton, ha avuto inizio la costruzione della recinzione che ancora oggi vediamo fra USA e Messico. In contemporanea cominciarono l’operazione “Hold the Line” in Texas, il progetto “Gate Keeper” in California e il progetto “Safeguard” in Arizona. Wikipedia ci fornisce una buona descrizione della barriera che appunto:

“è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente, effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas”.

Non proprio un lavoro da dilettanti. Tale progetto dai costi considerevoli non sarebbe mai stato approvato se il problema dell’immigrazione non fosse stato molto sentito dagli americani e portato avanti con forza dal Presidente. Cito testualmente parte del discorso sullo Stato dell’Unione del 1995 del Presidente Bill Clinton:

“All Americans, not only in the states most heavily affected but in every place in this country, are rightly disturbed by the large numbers of illegal aliens entering our country. The jobs they hold might otherwise be held by citizens or legal immigrants. The public service they use impose burdens on our taxpayers. That’s why our administration has moved aggressively to secure our borders more by hiring a record number of new border guards, by deporting twice as many criminal aliens as ever before, by cracking down on illegal hiring, by barring welfare benefits to illegal aliens. In the budget I will present to you, we will try to do more to speed the deportation of illegal aliens who are arrested for crimes, to better identify illegal aliens in the workplace as recommended by the commission headed by former Congresswoman Barbara Jordan. We are a nation of immigrants. But we are also a nation of laws. It is wrong and ultimately self-defeating for a nation of immigrants to permit the kind of abuse of our immigration laws we have seen in recent years, and we must do more to stop it.”

(per il video cliccare QUI)

Passano gli anni e la recinzione comincia a necessitare di adeguamenti. Siamo nel 2006 quando viene approvato il “Secure Fence Act of 2006) sotto la presidenza Bush junior. Furono quindi stanziati 1,2 miliardi di dollari per la difesa della frontiera marittima e di terra. A proposito di questa il muro fu allungato fino ad arrivare a 700 miglia. La nuova struttura è stata, ed è tuttora,  decorata da telecamere, rilevatori di movimento,ecc… Su alcuni tratti è stata costruita una doppia barriera rinforzata con presenza H24 di militari dediti alle operazioni di pattugliamento equipaggiati a dovere. E’ questo il caso del tratto californiano.

Last but not the least: le posizioni di Hillary Clinton riguardo al muro col Messico. Più volte la candidata democratica alle presidenziali del 2016 ha dichiarato che lei e il suo partito non costruiscono muri ma ponti. Intanto abbiamo visto che fin ora il progetto è stato portato avanti bipartisan (amministrazione Clinton e Bush junior) ma come se ciò non bastasse in passato le posizioni della candidata sono state dichiaratamente a favore. Senza andare troppo indietro nel tempo la stessa Clinton ha dichiarato di aver votato a favore del provvedimento sopra citato del 2006  .

La conclusione è che, visti i decreti esecutivi firmati ieri dal Presidente Trump, assisteremo ad un nuovo ammodernamento, ampliamento, della struttura.

 

 

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