Ogni volta che si sente parlare di #corruzione c’è qualcuno che vuole comprarsi qualcosa. #Romania

Ogni volta che si sente parlare di #corruzione c’è qualcuno che vuole comprarsi qualcosa. #Romania

Di cosa stiamo parlando?

Per circa 6 giorni per le strade di Bucharest si sono svolte manifestazioni contro la proposta di legge cosiddetta “salva-corrotti”. Viste le dimensioni della rivolta il governo ha ritirato il provvedimento della discordia che però non ha placato gli animi dei manifestanti i quali ora chiedono le dimissioni dell’esecutivo in carica. Per questo motivo le proteste continuano portando il conteggio di giorni di protesta totale ad 8, per ora.

Adesso torniamo a concentrarci sul titolo di questo post.

Il titolo non è farina del mio sacco ma proviene da un post di Alberto Bagnai sul suo blog Goofynomics “Percorsi di Globalizzazione” del 18 Marzo 2015. L’idea di scrivere qualcosa su questi accadimenti mi è venuta invece leggendo un suo tweet di qualche giorno fa.

Poiché la cosa mi suonava vagamente familiare ho pensato di andare a dare un’occhiata su Goofynomics mettendo come parola chiave della ricerca solamente la parola “Romania”. Sono usciti fuori tre articoli interessanti, che sono appunto le fonti di questo post: 1) Chi più spende (prima) meno spende (dopo): dinamica del debito pubblico nei PECO 2) Percorsi di Globalizzazione 3) QED 18: Frenkel goes to Slovenia . <–Letture altamente consigliate

Estraendo la Romania e i suoi saldi settoriali* ci rendiamo conto che: quando il paese è diventato “credibile” sui mercati internazionali sono cominciati ad affluire capitali esteri, il settore privato si è indebitato di quei capitali praticamente regalati dalle banche, il settore pubblico ha goduto di relativa floridezza e ha ridotto il suo debito. Dopo la crisi invece: l’afflusso di capitali esteri subisce un brusco stop, il settore privato tenta di rientrare dall’indebitamento e lo Stato aumenta il debito pubblico per far fronte ai disastri come fallimenti di banche, ecc… . Tradotto in parole spicce, austerità. E’ ciò che è successo alla maggior parte delle economie periferiche alla Germania in UE il cui esempio più illustre è rappresentato dal più grande successo dell’euro, la Grecia.

Il giochetto è andato avanti per anni e Bagnai ce lo aveva detto che la Germania avrebbe fatto whatever it takes per passare all’incasso con più paesi possibile, compresi i PECO (Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale).

Uniamo ancora di più i puntini: preludio alle privatizzazioni selvagge sono sempre i tempi di bombardamento mediatico sulla corruzione all’interno dello Stato (ladro, immondo, ecc..) il quale non può più occuparsi della cosa pubblica. Come alternativa viene esposta, luminosa, la figura del privato che non solo renderà le aziende più efficienti ma si farà in più carico dell’interesse pubblico oltre che del suo lecito profitto (addendum personale: come faccia la gente a crederci Dio solo lo sa). Lo Stato quindi non dovrà solo svendere il proprio patrimonio, in quanto non capace di gestirlo, ma dovrà anche fare passi indietro per quanto riguarda le azioni di sostegno e controllo sull’economia.

Per sanare quindi i disastri provocati da una classe politica corrotta sembra proprio profilarsi all’orizzonte la figura di un Monti romeno pronto a proporre salvataggi che non salveranno nessuno se non i creditori e coloro che potranno comprare a prezzi ridicoli asset strategici del paese.

I tempi sembrerebbero più che maturi ed è già accaduto altrove, stiamo a vedere.

 

 

  • [I saldi settoriali sono uno strumento di analisi macroeconomica che ci consente di capire se i flussi di denaro, in entrata e uscita da un paese, si traducono in debito o credito del settore privato o di quello pubblico. I settori dell’economia pubblica presi in analisi sono tre: privato, pubblico ed estero.]

 

2 pensieri riguardo “Ogni volta che si sente parlare di #corruzione c’è qualcuno che vuole comprarsi qualcosa. #Romania

  1. Mi meraviglia una cosa: ma i romeni dovrebbero sapere già come funziona il gioco. E bene anche.

    Ai tempi di Ceaușescu si indebitavano in valuta estera con i paesi occidentali per modernizzare il paese. I rialzi dei tassi di interessi operati dalle controparti resero impossibile sostenere l’indebitamento; obbligarono il “tiranno” a sequestrare quote crescenti di produzione al solo scopo di pagare interessi e debiti con l’estero. Il “tiranno” alla fine riuscirà a pagare ai creditori fino all’ultimo centesimo; poco dopo verrà detronizzato ed ucciso.

    Cosa sia la cosiddetta “austerity” dovrebbe essere chiaro a tutti, almeno in Romania: ma davvero si stanno facendo raggirare alla stessa maniera di allora? Possibile che abbiano la memoria così corta? Io spero che ad un certo punto qualcuno di loro si alzi in piedi e dica basta.

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    1. Mi complimento con te per la memoria. Tutto vero. Aggiungo però una cosa: in europa dell’est li hanno raggirati con lo stesso schema perfino un’altra volta in tempi molto recenti. Parlo dei mutui in Franchi Svizzeri ed Euro. UGUALE!!! In Ungheria ad esempio Orban ha detto che sarebbero stati gli istituti di credito a subire le maggiori perdite invece che i cittadini; in altri paesi non è andata così. Stessa cosa è successa in Polonia. Abbiamo anche noi italiani la memoria corta purtroppo perché lo stesso identico giochino ce lo fecero con i mutui in ECU (antenato dell’euro) e quando ci staccammo dallo SME nel 1992 abbiamo avuto perdite enormi.

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