Riserve auree tedesche: rimpatrio avvenuto con ben 3 anni di anticipo

Riserve auree tedesche: rimpatrio avvenuto con ben 3 anni di anticipo

E’ notizia di pochi giorni fa che la Bundesbank abbia terminato il rimpatrio delle sue riserve auree ben 3 anni prima del previsto visto che da programma tale procedura sarebbe dovuta finire nel 2020.

La procedura è iniziata quando nel 2012 la Corte dei Conti tedesca, per gli amici “Bundesrechnungshof” ha timidamente chiesto quanto oro fosse in totale da annoverare fra le riserve del paese; questo perché c’era il concreto pericolo che la cifra ufficiale rilasciata dalla Bundesbank (circa 3400 tonnellate) non corrispondesse alla quantità di oro effettivamente nella sua disponibilità. Dal 1951, anno in cui le riserve auree tedesche ammontavano a soli 529kg, si è passati alle quasi 3400 tonnellate nel 2015. Gli anni del boom di acquisto dell’oro da parte della Bundesbank sono stati quelli fra il 1951 e il 1973. In quegli anni la maggior parte dell’oro era custodito all’estero poiché si temeva una possibile invasione da parte dell’Unione Sovietica. I luoghi di deposito erano tre: Parigi, Londra, New York. L’oro conservato a NY in particolare è stato frutto di acquisto in loco e non di trasferimento. Il dubbio della Corte dei Conti stava nel fatto che quegli acquisti non erano mai stati controllati in maniera sistematica circa la loro autenticità. In più essendo l’oro un bene caratterizzato dalla facilissima monetizzazione il pericolo aumentava a dismisura considerando che poteva essere stato in parte ipotecato a fronte di immediata liquidità. Esigenza di contare effettivamente l’oro quindi e poi di riportarlo a casa al riparo dalle transazioni di soggetti terzi alla Bundesbank.

Nel dicembre 2016 la Bundesbank comunica di aver terminato il rimpatrio dell’oro custodito alla Federal Reserve di NY. Statistiche alla mano ora a Francoforte risiede il 47,9% delle riserve auree tedesche, a NY il 36,6%, a Londra il 12,8% e a Parigi il 2,7%. Prima di questa operazione solo il 31% delle riserve totali era custodito in Germania.

Rimane l’interrogativo sul perché ci sia stata questa accelerazione che ha anticipato di ben 3 anni la fine dell’operazione. Qualche ipotesi la possiamo fare, magari analizzando anche i comportamenti dei paesi vicini.

A questo proposito un caso analogo a quello tedesco, ma molto più discreto e low profile, è dato dall’Olanda la quale nel 2014 in gran segreto ha rimpatriato 122 tonnellate del suo oro custodito nella Federal Reserve di NY. Nello stesso anno il governatore della Banca Centrale Olandese Klaas Knot ha confermato che, nel 2012, il governo aveva predisposto piani di emergenza in caso di dissolvimento dell’area euro. Poco dopo infatti è partita l’operazione di rimpatrio.

Alla luce dei recenti sviluppi in campo geopolitico (e non solo economico) sono aumentate di molto le possibilità di un collasso del sistema euro. Poiché il sistema bancario tedesco è marcio fino al midollo è plausibile che il governo voglia avere sotto mano la maggior parte delle proprie riserve di asset rifugio come l’oro in caso di necessità.

Fonti:

Zerohedge: 1, 2, 3

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