Ministero della Verità – Ddl bipartisan sulle #fakenews

Ministero della Verità – Ddl bipartisan sulle #fakenews

Ecco l’articolo di Repubblica in merito. QUI il testo del provvedimento arrivato in Senato per la discussione.

Come era facile prevedere alla fine ci sono arrivati a porre la prima pietra del Ministero della Verità di orweliana memoria.

“Nel mirino blog e forum, non le testate giornalistiche. Più nel dettaglio, l’articolo 1 dice che chi pubblica o diffonde “notizie false, esagerate o tendenziose attraverso social media o siti, che non siano espressione di giornalismo online, è punito con l’ammenda fino a 5mila euro”. La situazione peggiora se il fake “può destare pubblico allarme”, o “recare nocumento agli interessi pubblici”. In questo caso sono previsti: l’ammenda fino a 5mila euro a cui si aggiunge la “reclusione non inferiore a dodici mesi”. Chi, invece, si rende “responsabile di campagne d’odio contro individui” o “volte a minare il processo democratico” è punito con la reclusione non inferiore a due anni e l’ammenda fino a 10mila euro.”

Se ci pensiamo bene è logico che il potere si stia muovendo contro la libertà di espressione delle persone. Fino alla diffusione capillare di internet e dei social network i media tradizionali avevano il monopolio dell’informazione. Il provvedimento infatti non colpisce le testate giornalistiche dove continueranno, anzi con rinnovato vigore, a lavorare tanti fra i professionisti della distorsione di realtà.Nel mirino quindi da ora in poi ci saranno: social network, blog, forum, piattaforme simili, varie ed eventuali.

Perché sono escluse le testate giornalistiche dal provvedimento? Perché avere un giornale costa. Quanti di noi ne possiedono uno? Non penso molti. Ecco siccome possedere un giornale costa molti soldi è lecito pensare che il potere economico non faccia della difesa del più debole la sua battaglia. Il più debole non paga.

Se il fine ultimo del provvedimento fosse davvero quello di tutelare il bene dell’informazione imparziale, veritiera, scevra di preconcetti e così via, allora tutti dovrebbero essere “puniti” nel caso di diffusione di false notizie. L’argomento ha sempre generato ampio dibattito vista la complessità notevole cui ci si troverebbe dinanzi nel controllare la qualità dell’informazione senza però limitare la libertà di parola, espressione, e stampa. Secondo me “La legge migliore sulla stampa? Nessuna legge”, come disse uno in altri tempi.

Oggi però di quegli altri tempi dovremmo ricordarci per difendere i nostri diritti costituzionalmente garantiti per il cui ottenimento è stato pagato un alto prezzo in vite umane.

Se il ddl in questione fosse stato in vigore nel 2011 non sarebbe mai nato il blog di Alberto Bagnai Goofynomics il quale da ben 6 anni compie un sistematico fact checking delle balle in campo economico, e non solo, che ci hanno propinato i main stream media (e continuano a propinarci) pro domo UE.

Il pericolo è attuale: pensate che la Brexit si sarebbe fatta se le persone si fossero tutte documentate sui media tradizionali? Pensate che la vittoria di Trump sarebbe avvenuta? Ognuno di noi può avere le opinioni che vuole su questi due argomenti appena citati ma il punto è che i cittadini devono poter essere liberi di informare e di essere informati liberamente. Una riflessione di grande interesse la lessi riguardo al referendum sulla Brexit appunto, quando si cominciò a notare che nonostante la pressante campagna mediatica propagandasse il remain le persone non volessero più ascoltare, stanche di essere prese in giro con i soliti argomenti da troppo tempo. Uscendo quindi da quel circuito i cittadini sono potuti venire a contatto con idee diverse. Stessa cosa è accaduta negli USA con l’elezione di Donald Trump. A maggior ragione bisogna citare quel caso poiché è durante quella campagna elettorale che è nata la lotta alle fake news grazie a Hillary Clinton che lanciò “l’allarme” vista la quantità di notizie scomode che stavano uscendo su di lei.

Anche da noi in europa adesso soffia forte il vento delle elezioni e non è un caso che si parli di fake news in Italia, Francia e Germania. Hanno paura. Hanno paura perché l’Europa ci ha tolto le libertà economiche e si è già visto che, quando può farlo, il popolo vota lo schieramento opposto a quello al potere, con risultati inaspettati. Per mantenere quindi il sistema così com’è bisogna comprimere la democrazia, e per ora ci stanno riuscendo.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...