#Uber #Blablacar sono la manifestazione plastica della nostra povertà economica – Lotta dei #tassisti

Preambolo (breve)

Il decreto milleproroghe apre a una liberalizzazione di fatto delle licenze taxi poiché amplia le possibilità di lavoro per la categoria Ncc e per chi opera con piattaforme online tipo Uber e affini. Il problema più grande risiede nei prezzi iper competitivi che un servizio come Uber offre ai clienti rispetto per esempio alla tariffa di un taxi normale.

***

Ciò che mi interessa davvero analizzare è questo: perché oggi abbiamo bisogno di applicazioni come Uber e BlaBlacar? Secondo me perché siamo tutti più poveri, ma abbiamo gli stessi bisogni di quando eravamo più ricchi.

Un esempio calzante per capire il problema ce lo offre l’applicazione BlaBlacar.

Come tutti voi saprete si tratta di un’applicazione online che ti fa prenotare una corsa in un auto di un privato il quale ha messo a disposizione dei posti liberi dietro pagamento per una certa tratta da lui stabilita. Lo spirito è questo: io devo fare un viaggio da Firenze a Como che mi costa 100, quindi divido 100 per 5 posti della mia auto e offro a 4 persone di comprare il passaggio per la mia destinazione al prezzo di 20 a testa. E’ un modo per ridurre le spese di viaggio, simple as it gets.

Fatevi questa domanda e rispondete dentro di voi sinceramente (al riparo dal giudizio delle altre persone intorno a voi): vi fa piacere avere dei perfetti estranei nella vostra auto? Io sinceramente preferisco evitare se posso (economicamente).

BlaBlacar però “offre” la possibilità di risparmiare. Offre sta fra le virgolette perché vedete può essere letto anche come un sistema che permette a sempre più persone mal pagate di far quadrare i conti a fine mese senza che lo Stato si occupi di lottare affinché abbiano degli stipendi dignitosi. Se tutti guadagnassimo un po’ meglio non avremmo bisogno di vivere il fastidio dell’estraneo in macchina per dividere le spese di un viaggio che dobbiamo fare, magari per lavoro, e che l’azienda non ti rimborsa completamente.

In generale la stragrande maggioranza degli utilizzatori (attivi e passivi) è costituita da studenti, lavoratori precari, lavoratori mal pagati anche con impiego fisso.

Uber:

Per essere un autista Uber è sufficiente avere almeno 21 anni d’età,
possedere un’auto a 4 porte coperta da assicurazione e non più vecchia di 8 anni,
avere una fedina penale pulita, avere almeno 10 punti residui sulla patente,
avere una patente non sospesa da almeno 10 anni. Se si rientra in tali requisiti, è possibile inviare la richiesta per diventare conducente Uber alla medesima azienda. Una volta entrati a far parte dell’azienda Uber, essa stessa fornisce allo stesso conducente i seguenti servizi: uno smartphone su cui è installata l’app Uber, per essere rintracciabili dagli utenti, revisione dell’auto per verificarne le condizioni, assicurazione contro danni a terzi.

Sembrerebbe un buon metodo per arrotondare se sei un precario. Infatti è proprio così.

Non voglio assolutamente fare la parte del censore del nuovo e della tecnologia. Ben vengano applicazioni come Uber e BlaBlacar se offrono la possibilità di risparmiare ma non voglio che la maggioranza degli italiani debba fare 3 o 4 lavori insieme perché oggi non ci è garantito uno straccio di impiego pagato come si deve.

E’ un po’ la stessa idea che secondo me sta dietro al reddito di cittadinanza: finché hai quel minimo di denaro per sopravvivere non ti ribelli; finché riesci ad arrivare a fine mese utilizzando BlaBlacar o lavorando anche come autista Uber non ti rivolterai contro un sistema che deve permetterti un’esistenza dignitosa.

Ciò che oggi davvero mi terrorizza è il costituirsi piano piano di uno stato di limbo dove non abbiamo abbastanza da vivere tranquillamente ma neanche ci è tolto tutto così da non far cadere il velo di menzogne sullo stato dell’arte. D’altronde ce lo ripetono tutti i giorni che lo Stato non ha i soldi per fare questo e quest’altro; che non ci venga in mente di chiedergli di tutelarci.

Nell’ignavia del potere politico rispetto alla protezione del lavoro e nell’avvento di questi metodi di arrotondamento dello stipendio, dolosamente più basso rispetto al passato, io ci vedo una logica.

Vedo poi un filo conduttore nelle argomentazioni dei Pro-Uber e pro-liberalizzazioni. E’ sempre presente il tema della sfida appassionante che il sistema economico ci pone: Uber amplia l’offerta (sfida) e così facendo fa nascere una competizione (siiii diventerò il miglior autista di tutto il Giappone!!) alla quale si sottraggono solo i codardi che hanno paura del merito (i lavoratori che magari vorrebbero uno stipendio sicuro). [libera citazione da un brillante articolo “Paura della Paura” de Il Pedante. Leggetelo è illuminante.]

In questa retorica chi difende il suo reddito è nemico di tutti e noi dobbiamo condannarlo perché ci danneggia. I poveri, se proprio devono nel caso rivoltarsi, lo devono fare solo contro altri poveri.

Quo usque tandem abutere, Liberismo, patientia nostra?

[addendum 8/04/2017, da Repubblica.it: Il tribunale di Roma ordina il blocco entro 10 giorni del servizio. Accolto un ricorso delle associazioni di categoria. L’azienda: “Allibiti, faremo ricorso”. Protesta il Codacons: “Decisione abnorme, l’Italia torna al Medioevo”]

[ultimi sviluppi 14/04/2017, da IlFattoQuotidiano: Uber, tribunale dà ragione all’azienda: il servizio di noleggio non sarà bloccato]

3 pensieri riguardo “#Uber #Blablacar sono la manifestazione plastica della nostra povertà economica – Lotta dei #tassisti

  1. In un lontanissimo viaggio nella vecchia unione sovietica avvenuto nel 1989, una delle cose che mi colpì di più tra le innumerevoli differenze della loro vita con la nostra, fu vedere per le strade di mosca le macchine private all’improvviso inchiodare nel traffico per fare inversione di carreggiata, perchè dal lato opposto della strada era comparso qualcuno che facendo un segno convenzionale con le mani, stava chiedendo un passaggio auto – proprio come descirtto nell’articolo, per racimolare qualche altro rublo, un moscovita mentre tornava a casa a fine lavoro, poteva benissimo decidere di andare a riaccompagnare un suo concittadino all’altro capo della città.
    Uber già esisteva da moltissimo tempo.

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    1. Mi fai venire in mente una cosa. Io studio mediazione culturale con lingua inglese e russa. Sono stato in Russia varie volte e ti posso assicurare che ancora oggi succede la stessa cosa. Si chiedono passaggi con un segno della mano e le persone comuni fungono da tassisti a prezzi più modici di un normale taxi

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  2. Quello che è spaventoso oggi è il padrone unico digitale. Già durante lo sciopero dei taxi Uber ha alzato le tariffe all’istante in maniera unilaterale. Ma il problema è ampio perché riguarda le normali tutele del lavoro e del consumo. Il regime liberista attuale mira all’economia senza legge e diritto per distruggere lo Stato nazione, l’unico che può effettivamente essere il luogo di democrazia dove tutelarsi. Con l’avvento di internet sarà indifferente essere in Ghana o in Italia tanto con una app potrai essere sfruttato. Non credo che alle grandi aziende importi molto di tutelare i lavoratori a maggior ragione se sono a continenti di distanza

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