L’insostenibile pesantezza della retorica #Piller #omnibusla7

L’insostenibile pesantezza della retorica #Piller #omnibusla7

Tobias Piller , ospite ad Omnibus su La7, ha questa mattina dichiarato che l’Italia deve rinunciare alla sua industria perché semplicemente non sa fare nulla, che la moneta unica è utile ma non può fare miracoli (anche se quest’ultima è piena di virtù).

E’ proprio vero che l’Italia non sa fare nulla? Assolutamente no ma in questa sede non mi dilungherò ad effettuare il debunking di ciò che Tobias Piller è pagato per dire. Ciò che più mi sconvolge è la retorica pesante ed aggressiva cui siamo sottoposti e di quella voglio parlare.

***

Siamo passati dal “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più” [Romano Prodi] a dei volgari insulti che non hanno altro scopo che comunicare “fra le righe”che solo la Germania può permettersi un apparato industriale mentre l’Italia deve perfino rinunciare al settore turistico. In questo senso Piller mette le mani avanti e ci rivela in modo chiaro il nostro destino. Le nostre speranze nel settore turistico, visto e considerato il declino economico generale e il doveroso abbandono del settore industriale, si scontreranno con i voleri delle grandi aziende estere allo stesso modo con cui la nostra industria (Ducati e Lamborghini per citare i grandi marchi, ma potremmo fare mille esempi) si è scontrata con Audi. (Spoiler: Audi ha comprato Ducati e Lamborghini, si sa gli imprenditori comprano per aiutarti acquistando un qualcosa di improduttivo). Mi sembra ieri che faceva capolino nelle librerie Anschluss di Vladimiro Giacché il quale spiegava come l’annessione della Germania Est da parte dell’ovest fosse stata il laboratorio privilegiato ed esclusivo nel quale sperimentare le politiche economiche che oggi ci vengono propinate in ambito dell’eurozona.

L’euro quindi, per stessa ammissione di chi lo ha propagandato e continua a farlo, non ha potuto aiutarci a sviluppare la nostra economia data la nostra natura di untermenschen. Per logica deduzione gli übermenschen tedeschi invece ne hanno interpretato lo spirito autentico e quindi meritano la supremazia. Dopo tutto ci hanno raccontato che la Germania si è privata del Marco concedendoci l’euro per il nostro bene; se poi non riusciamo a farlo fruttare è giusto che ne paghiamo un prezzo. Attenzione che queste sono le “leggere imprecisioni” che farebbero contenti gli elettorati tedeschi e italiani in caso di implosione della zona euro: la Germania ci accusa di cialtroneria mentre noi, il paese che applaude Marco Travaglio quando dice che gli italiani sono delle merde, potremmo credere che c’è tanta cattiveria a giro e che per questo non ha funzionato. Sono tedeschi alla fine su, freddi e con una lingua dal suono rude.

Siamo giunti a questo punto tramite un lungo percorso, fatto di piccoli passi (bis es kein züruck mehr gibt), ed analizzare la contemporaneità in cui viviamo è uno degli esercizi di pensiero più difficili, soprattutto se lo si vuol fare con onestà intellettuale.

La direttiva Bolkestein sulla privatizzazione a tutti i costi non è stata fatta in un giorno (vedi a proposito del settore turismo la fine delle concessioni pubbliche in mano agli stabilimenti balneari, con tutti i danni annessi e connessi). Vi ricordate poi la retorica di Briatore riguardo al fatto che il turismo in Puglia fosse troppo “povero“? Che lo sviluppo si fa solo attraendo il lusso e che per colpa della burocrazia (leggi diritti) si hanno le mani legate nel tentare di investire (leggi cementificare le coste)? Il dubbio che tutto ciò sia vagamente collegato, anche solo per via di influenze non coordinate e indipendenti, sorge spontaneo.

Per ultimo ma non per importanza: dove abbiamo dimenticato la dignità del nostro paese? Vogliamo davvero lasciare che una persona, per di più straniera e cittadina di un paese economicamente ostile, possa diffamare un paese intero così impunemente pro domo dominorum (cit.)? Come dice Luciano Barra Caracciolo :

La metà di quanto afferma in continuazione la premiata ditta piller-gumpel, in una paese di normale osservanza della legalità costituzionale e del diritto internazionale, sarebbe bastato e avanzato per fare delle proteste ufficiali presso l’ambasciatore tedesco. Invece, la stampa nostrana mainstream li vezzeggia e adotta tutte gli slogan velenosi che riversano su cittadini anestetizzati dall’esterofilia colonizzatrice, senza mai verificare un dato che sia uno.

Fortunatamente ciò che è disfunzionale si sfalda prima o poi e anche questo sistema non farà eccezione. Teniamoci pronti perché l’inasprirsi dei toni della retorica manifesta soltanto la loro grande paura di perdere tutto.

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