#Olanda contro #Turchia – Chi vince e chi perde

#Olanda contro #Turchia – Chi vince e chi perde

Un week end movimentato nei Paesi Bassi quello che è appena passato. Lo riassume bene @polemicamente sul suo profilo Twitter. L’immagine in evidenza di questo post è un collage dei suoi post a sintesi di ciò che è successo a Rotterdam e dintorni appena poche ore fa.

Riassunto:

In Turchia questo aprile si terrà un referendum per portare il paese ad adottare un sistema presidenziale. Erdogan, con rinnovato consenso dopo il golpe dello scorso anno, sta investendo tutto il suo capitale politico per far approvare la suddetta riforma e riconfermarsi come uomo solo al comando ma con poteri aumentati.

Poiché ogni singolo voto conta i politici turchi sono soliti compiere un giro turistico attraverso l’europa facendo comizi elettorali a caccia di utili consensi dato che per numero di turchi residenti,dopo Istanbul e Ankara, figurano città come Berlino, Rotterdam, ecc…

Stavolta la strada è cominciata in salita con l’Olanda che aveva negato il permesso ai rappresentanti turchi di compiere comizi sul suo territorio. Ad onor del vero il Premier olandese Mark Rutte aveva concesso questa possibilità ma sotto alcune condizioni come: solo in posti al chiuso e poca pubblicità per l’evento. E’ stato quindi negato il permesso di compiere manifestazioni e comizi pubblici all’aperto.

Nonostante il parere contrario del governo olandese il ministro degli esteri turco è partito alla volta di Rotterdam per fare il suo comizio. Come è facile immaginare gli è stato negato il permesso di atterraggio sul suolo del paese. In viaggio verso l’Olanda nello stesso momento c’era anche la ministra turca della famiglia; partiva dalla Germania e in auto si sarebbe dovuta recare anche lei a Rotterdam. La sventurata ha subito lo stesso destino del suo collega poiché, allo stesso modo con cui era stato negato il permesso di atterraggio al capo della diplomazia di Ankara, il governo olandese ha fermato la sua auto diplomatica alla frontiera per poi riaccompagnarla in Germania.

Da quel momento partono le manifestazioni dei cittadini turchi a Rotterdam con intervento conseguente delle forze di polizia per evitare danni a cose e persone. Il governo olandese fa sapere di ritenere inaccettabili le azioni del governo turco e chiede delle scuse ufficiali mentre il governo di Erdogan rilancia accusando l’Olanda di nazismo e islamofobia. Viene inoltre intimato all’ambasciatore olandese ad Ankara di lasciare il paese per non tornare.

Pareri personali:

Non conosco le motivazioni per cui sia stato negato ai rappresentanti del governo di Erdogan di compiere comizi nelle città europee però mi limito a constatare che ciò sia ben strano visto che fin ora questa è stata la prassi comune. Stavolta evidentemente no e la spiegazione potrebbe nascondersi dietro alle tornate elettorali europee dei prossimi giorni, e mesi.

Sì perché questo mercoledì proprio in Olanda si tengono le elezioni politiche e Geert Wilders, leader di un partito cosiddetto euroscettico, fa molta paura. Un suo eventuale successo potrebbe galvanizzare gli animi dei cittadini di paesi vicini come la Francia che ugualmente si appresta a votare per le presidenziali.

Forse che l’Olanda abbia voluto dimostrare di poter tenere il pugno di ferro con “gli islamici” turchi anche senza avere fra le proprie fila politici come Wilders e Le Pen? E’ probabile ma la mossa è stata al quanto rischiosa.

Erdogan ed il suo governo hanno forzato la mano non tenendo minimamente in considerazione il parere del governo olandese. Tutto ciò è comprensibile poiché se investi il tutto per tutto nel costruire la retorica del leader forte e indistruttibile non puoi certo accettare il rifiuto del permesso per i tuoi ministri di compiere campagna elettorale, anche se all’estero. Erdogan aveva quindi tutto l’interesse a cercare lo scontro per rafforzare la sua figura di paladino degli interessi turchi nel mondo, un leader in grado di fronteggiare direttamente l’occidente senza paura. Unica strada percorribile per la Turchia moderna è quindi di concedere al presidente più poteri tramite il referendum prossimo venturo.

E Wilders? Difficile dire quanto possa aver capitalizzato in consensi dopo questo week end ma di sicuro i cittadini olandesi mercoledì si recheranno alle urne con i testa l’immagine vivida dei molti turchi chiamati a raccolta per protestare contro le autorità a Rotterdam in difesa dei ministri di Erdogan. Da segnalare a questo proposito è il titolo di un articolo su un giornale turco: in Olanda solo 48mila soldati olandesi a fronte di 400mila turchi. I 400mila turchi sono i residenti in Olanda. La velata minaccia starebbe nel paragonare dei civili, residenti in un paese straniero, a dei soldati contro le autorità del paese straniero ospitante. Ecco questo non fa bene al dibattito, comunque la pensiate.

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