#ElectionPresidentielle2017 : la vera campagna elettorale inizia ora e il risultato finale è tutt’altro che già scritto

#ElectionPresidentielle2017 : la vera campagna elettorale inizia ora e il risultato finale è tutt’altro che già scritto

I risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi hanno portato in testa il candidato dell’establishment Macron (leader del movimento En Marche) con il 24% dei consensi tallonato al secondo posto da un’agguerrita Marine Le Pen che porta a casa il miglior risultato di sempre per il Fronte Nazionale, il 21,3%. I due candidati quindi si sfideranno al ballottaggio del 7 Maggio prossimo venturo per la carica di Presidente.

In tempi normali saremmo tutti portati a pensare che la vittoria sia già in tasca a Macron ma noi al contrario viviamo in tempi estremamente interessanti che ci riempiono le giornate di avvenimenti fuori dal comune. Il trend di consensi per Marine Le Pen dal primo turno ad oggi è in netto rialzo mentre è in netta discesa quello per Macron. Le Pen sembra capire che la destra non può vincere solo parlando di immigrazione e sicurezza, benché siano temi di grande importanza che dovrebbero interessare tutti quanti.

Mentre Macron incontrava le dirigenze sindacali a porte chiuse Marine Le Pen oggi si è recata a sorpresa alla fabbrica della Whirpool che rischia di chiudere; una delle tante storie che ci testimoniano il successo della moneta unica. Anche in Francia non stanno poi così bene, la crisi ha inghiottito nel vortice della povertà gran parte della classe operaia francese e si sta apprestando a terminare la sua opera con la classe media. Un’ulteriore conferma del fatto che la battaglia per le presidenziali si combatte sul fronte del lavoro è la strana coincidenza nel fatto che Marine Le Pen abbia ottenuto i suoi consensi nelle regioni più colpite dalla crisi piuttosto che in quelle regioni ad alto tasso di immigrazione (vedi anche soltanto Parigi).

Screenshot Federico Nero 2.png

Dove si posiziona invece Macron sul fronte del lavoro? Fin ora ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi è una nuova legge sul lavoro, ancora più precarizzante della “Loi Travail” voluta dal popolare Presidente socialista Hollande. “Perché io, di sinistra non voterei Macron per fermare la Le Pen” è un articolo molto interessante pubblicato sul sito dell’Espresso di cui consiglio la lettura.

Torniamo ad una analisi degli scenari del secondo turno.

In una Francia duramente provata dalla crisi e contro le politiche di austerità del governo Hollande che hanno relegato al 6% il candidato socialista Hamon, dubito altamente che l’elettorato possa dirigersi automaticamente su Macron solo per il fatto che gli altri candidati, Mélenchon escluso, abbiano dato tale indicazione di voto. Se c’è una cosa che avremmo dovuto già imparare è che i politici e i media non sono più in grado di intervenire così efficacemente come in passato nell’orientare le coscienze degli elettori. E’ avvenuta la stessa cosa durante la campagna elettorale per il referendum sulla Brexit nel quale gli elettori hanno smesso di ascoltare media e politici perché semplicemente saturi delle bugie fino a quel momento raccontate.

L’elettorato di Mélenchon è quello che personalmente può riservare più dubbi di tutti. Se da un lato è vero che non si schiererà con Macron vista l’assoluta incompatibilità è altresì vero che per la sinistra del Plan B è più importante non sembrare di destra di qualsiasi altra cosa. A proposito di Mélenchon cliccate QUI per uno straordinario contributo di Alberto Bagnai.

Tagliando con l’accetta i profili dei candidati può tranquillamente uscire fuori una straordinaria comunanza di interessi fra Marine Le Pen e Mélenchon, che assieme prendono ben il 40% dei consensi, il tutto contrapposto ad un Macron e Fillon al 44%.

Dal blog di Marcello Foa:

Screenshot Foa 1

Il resto sarà politica, sentimento, casualità, astuzia. Qui sta l’essenza stessa del ballottaggio delle presidenziali francesi: al primo turno si sceglie mentre nel secondo si elimina. Se Marine Le Pen continuerà a togliere le armi retoriche a Macron che si scaglia contro il suo “populismo” di destra dettando lei l’agenda della campagna elettorale sul fronte Euro e lavoro, ad esempio, allora il risultato è tutt’altro che già scritto.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...