La Corte dei Conti critica aspramente il sistema di finanziamento alla Turchia per l’adesione all’UE.

Fonte: Euractiv.com

Ciò che segue è una traduzione dell’articolo originale citato come fonte.

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Il comitato di controllo della Corte dei Conti dell’UE ha dichiarato oggi, 14 Marzo, che i massicci finanziamenti dell’Unione Europea per sostenere la domanda di adesione, ora in fase di stallo, della Turchia al blocco comunitario “sono a malapena andati ad incidere” su alcuni problemi cruciali come la democrazia e i media.

La Corte dei Conti continua dicendo che Bruxelles ha stanziato più di 9 miliardi di euro dal 2007 cercando di aiutare la Turchia a raggiungere gli standard del blocco in alcune delle più importanti aree di governance.

Il comitato ha contestato alla Commissione Europea di non aver posto delle condizioni per l’utilizzo di tali fondi, specialmente dopo il giro di vite operato dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan dopo il fallito colpo di Stato del 2016.

“L’assistenza finanziaria dell’UE alla Turchia ha avuto solo effetti limitati” dice la relazione. “I fondi spesi hanno a malapena riguardato un certo numero di esigenze fondamentali”.

Ancora: “I risultati, però, potrebbero non essere sostenibili, a causa delle difficoltà ad utilizzare i fondi e della regressione in materia di riforme”.

L’ambizione della Turchia di aderire all’UE risale a quasi mezzo secolo fa ma i negoziati di accesso sono iniziati solo nell’ottobre del 2005 dopo i quali Bruxelles ha iniziato ad erogare ad Ankara i cosiddetti fondi preadesione.

Bruxelles ha stanziato nel suo quadro finanziario pluriennale (2014-2020) 4,5 miliardi di euro per preparare l’adesione di Ankara dopo averne già stanziati 4,3 miliardi nel precedente (2007-2013).

Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker si è scontrato con Erdoğan quando quest’ultimo lo scorso anno ha paragonato la leadership tedesca a quella nazista.

Erdoğan si è spinto troppo oltre con l’accusa di nazismo.

Ieri (19 marzo) la Germania ha avvertito la Turchia che il presidente Recep Tayyip Erdoğan si è spinto troppo oltre nell’accusare la cancelliera Angela Merkel di usare “misure naziste” in una crescente faida diplomatica.

Juncker aveva inoltre denunciato l’arresto di personale europeo di alcuni media per via di un ancora più robusta stretta che, a suo dire, ha escluso la possibilità di adesione della Turchia “per il prossimo futuro”.

L’autrice della relazione, Bettina Jakobsen, ha riportato che, a dispetto del fatto che il piano in generale fosse ben congegnato, i finanziamenti erogati non hanno sufficientemente risposto ad alcune esigenze fondamentali ad esempio di indipendenza del potere giudiziario, nel combattere la corruzione e per la libertà dell’informazione.

Queste sono materie dove “il processo di riforme è in ritardo”, ha detto aggiungendo poi che i fondi in futuro dovrebbero proprio prendere di mira tali materie.

Jakobsen ha inoltre fatto presente che la Commissione “raramente ha fatto uso della possibilità di subentrare” alla Turchia nella gestione dei fondi quando, tramite questi ultimi, non sono stati raggiunti i giusti risultati.

Nei riguardi della Turchia la Corte del Conti ha lamentato invece una mancanza di personale specializzato all’interno dei ministeri chiave ed un eccessivo avvicendamento del personale in seno all’unità appalti che gestisce la maggior parte dei fondi UE erogati in Turchia.

Ciò è stato dovuto, sempre secondo Jakobsen, ad una “mancanza di volontà politica” da parte delle autorità pubbliche sotto il comando di Erdoğan il quale ha dovuto affrontare critiche crescenti nell’UE per via del suo stile autoritario.

Più di 140.000 persone sono state sospese o licenziate con l’accusa di aver partecipato o appoggiato il colpo di Stato.

La Germania avverte che gli aiuti finanziari alla Turchia possono essere sospesi per via dell’arresto di attivisti.

Mercoledì (19 luglio) la Germania ha ventilato la possibilità di sospendere i pagamenti degli aiuti dell’Unione europea alla Turchia dopo aver convocato l’ambasciatore di Ankara a Berlino per protestare contro l’arresto di sei attivisti per i diritti umani tra cui un cittadino tedesco.

La relazione della Corte dei Conti sarà inviata alla commissione per il controllo del bilancio del Parlamento europeo, che in seguito interrogherà in merito la commissione.

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